“Solo cose belle”

La nostra carissima sr Nico, quando il lavoro a scuola diventa difficile perché ci troviamo ad affrontare tanti problemi insieme, scrive “solo cose belle” su un pezzo di scotch di carta e se lo attacca sul maglione.

È bellissimo e funziona, credetemi. Penso si possa utilizzare in famiglia o al lavoro quando si sente tanto la fatica.

Immagino che l’alfabeto delle cose belle sia nato proprio da lì.

Quando ho scelto l’argomento di questa BN mi è venuta in mente sr Nico, quella che sto per raccontarvi è proprio una cosa bella, bellissima, che mi ha riempito il cuore.

Si tratta di un semplice messaggio che mi ha girato una cara amica, scritto da un ingegnere che sta lavorando alla costruzione del nuovo ospedale allestito presso la fiera di Milano.

<…Succedono cose incredibili: alla sera decidi una modifica la mattina è già tutto fatto. Ieri ordini una TAC domani vengono a installarla e in un giorno si preparano i locali dal nulla, con pareti piombate, climatizzato, gas medicinali e tutto quello che serve. Questi sono moduli di terapia veri … Con tutte le dotazioni di norma. vi assicuro che quello che sta succedendo in fiera non è normale, è straordinario grazie a gente incredibile che non si ferma mai. Non si costruisce un ospedale da 250 posti di terapia intensiva in 15gg e non sto parlando di 250 brandine messe in un palazzetto dello sport come in Spagna. Ci saranno 200 persone che lavorano 24h tutte sfamate a gratis da Cracco, e potrei andare avanti. questa è un’Italia fantastica che non avevo mai visto. Queste persone stanno facendo miracoli !>

I primi pazienti dovrebbero essere ricoverati questo fine settimana, ieri la nuova struttura è stata benedetta dall’Arcivescovo Delpini che ha detto le seguenti parole: “Facciamo l’elogio di quel modo di stare al mondo che avverte la responsabilità di renderlo migliore…“.

Navigando su internet ho scoperto che quell’ingegnere, tra l’altro, sta lavorando a titolo gratuito.

Ha ragione lui a dire: “questa è un’Italia fantastica”. Quindi, la lettera di stasera non può essere che la “I”.

Buonanotte a tutti!

Preside Rep

La prima tombolata a distanza

WhatsApp Image 2020-03-29 at 12.31.13Domenica 29 marzo si è svolta la prima tombolata on line, con l’adesione di circa 50 famiglie tra Scuola Primaria e Secondaria. Sono le stesse famiglie che nel weekend precedente hanno partecipato al 3° Trofeo Main.

L’appuntamento era per assistere tutti insieme alla Santa Messa dell’arcivescovo di Milano in diretta alla tv. Appena finita la celebrazione ci siamo collegati e abbiamo testimoniato la nostra presenza con un aperitivo, bevendo e mangiando allegramente in una compagnia virtuale.

E’ iniziata poi l’estrazione dei numeri: la maestra Laura della Scuola Primaria ha pescato quelli dall’1 al 45, mentre il professor Miglio della Scuola Secondaria quelli dal 46 al 99. Dopo i primi momenti si è scatenata una serie di sovrapposizioni di voci che gridavano all’ambo, al terno e alla quaterna, fino ad arrivare alla tombola! A vincere la famiglia Pollo della Scuola Primaria, alla quale sarà dedicato un video appositamente dalle nostre “suorprese”. Grazie a tutti per aver partecipato!

Una Via Crucis speciale

Buonasera a tutti,

per le BN di questa settimana e della prossima, almeno quelle che terrò io, ho deciso di riprendere un vecchio lavoro svolto con i miei ragazzi quando ancora facevo l’insegnante.

Il titolo del progetto, del 2013, era: “VIA CRUCIS: riflessioni artistiche sul Crocifisso”.

Di seguito il testo dell’invito per la serata speciale organizzata con le famiglie:

<Alla domanda posta da Georg Sporschill nel bellissimo libro “Conversazioni notturne a Gerusalemme”, “Vi sono anche momenti in cui se la prende con Dio?”, il cardinale Carlo Maria Martini rispose:

“Le mie difficoltà hanno riguardato un grande interrogativo: non riuscivo a capire perché Dio lascia soffrire suo Figlio sulla croce. Perfino da vescovo, a volte, non riuscivo ad alzare lo sguardo verso il crocifisso, perché questa domanda mi tormentava”.

Con gli alunni di terza media, negli ultimi mesi, il tema della crocifissione è stato al centro di un’accurata riflessione ed alcuni ragazzi hanno accettato di confrontarsi con la Croce utilizzando svariate tecniche artistiche. Ne sono scaturiti dei lavori di estrema profondità, sono emersi dubbi e domande che cercano risposte.

Per questo abbiamo deciso di condividere questo cammino con tutta la comunità della scuola per compiere insieme una riflessione sulla strada che porta alla Pasqua.>

Un lavoro indimenticabile, uno dei più intensi e profondi vissuti con i miei ragazzi.

Per ogni BN che avrò l’opportunità di fare, da stasera fino all’inizio delle vacanze di Pasqua, condividerò uno o più disegni realizzati in quell’occasione.

Stasera vorrei iniziare con il lavoro “Le strade per la fede”, disegno che scelsi anche per la locandina dell’evento. Di seguito la spiegazione di Eleonora, la giovane autrice:

Una luce, immagine di Dio, è rappresentata insieme ad una croce simbolo della Fede.

Tante linee simboleggiano le strade che ci sono per arrivare alla fede e, alla fine, si congiungono tutte in un unico punto perché prima o poi raggiungeranno Dio.

Gli schizzi di bianco simboleggiano tante lacrime a rappresentare la tristezza e i dispiaceri che ti fanno allontanare da Dio interrompendo il percorso delle persone.

Quanto ho imparato e quanto continuo ad imparare da voi ragazzi, grazie!

Buonanotte a tutti

Preside Rep

Una maglietta…contro il virus

E’ con piacere che segnaliamo a tutti i nostri lettori la speciale iniziativa nata da un’idea del nostro ex alunno Luca Barbato, uno dei fondatori di “RAGAZZinFORMA”. Luca e un suo amico hanno ordinato delle magliette, hanno fatto un disegno e le hanno fatte serigrafare. Ora le vendono e l’intero ricavato (escluse le spese da loro sostenute) verrà donato alla Croce Rossa, con cui hanno stretto una collaborazione.

Sosteniamoli! CLICCA QUI per visitare il loro sito web.

Una Buonanotte su Padre Kolbe

padre kolbeBuonasera a tutti,

oggi mi sono fermato a riflettere sui contenuti della BN di ieri sera, splendidamente condotta dal professor Oreglio, dopo aver letto un messaggio di un papà che mi ha scritto il seguente pensiero:

La buona notte di ieri sera è stata davvero “forte”, cedere il proprio respiratore è come in tempo di guerra sostituirsi ad un prigioniero che sarà a breve fucilato. Davvero incredibile.

Dopo aver letto (e condiviso) queste parole, mi è venuto in mente un altro grande personaggio del nostro recente passato, padre Massimiliano Kolbe. Questa sera ho deciso di parlarvi di lui.

Padre Kolbe era un francescano polacco che, nel settembre del 1939, venne arrestato dai nazisti essendo ritenuto un elemento pericoloso e nel 1941 venne deportato ad Auschwitz.

In seguito alla fuga di un prigioniero del campo, dieci deportati vennero destinati al bunker della morte. Padre Kolbe si offrì in cambio di uno di loro, un padre di famiglia, suo compagno di prigionia.

La disperazione e lo strazio di quei poveri uomini, vennero piano piano attenuati da padre Kolbe che iniziò a guidare una preghiera comune. Dopo quattordici giorni non tutti erano morti, rimanevano ancora in vita quattro uomini tra cui padre Massimiliano, così le SS decisero di “finirli” con un’iniezione di acido fenico.

Padre Kolbe tese il braccio dicendo come ultime parole: “Ave Maria”. Era il 14 agosto 1941.

Come non tornare alla BN di ieri e ripensare a quel “Sì” di Maria che viene ricordato proprio oggi, 25 marzo.

Il 10 ottobre 1982 Massimiliano Kolbe è stato canonizzato da papa Giovanni Paolo II.

Forti nelle mie orecchie, risuonano le seguenti parole: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. (Giovanni 15,13)

Buonanotte a tutti

Preside Rep

Una nuova “Buonanotte”: uno sguardo al “Muretto dei Giusti”

581D77B0-3811-494C-A1D9-BDFF3D282C0DCarissimi bambini e carissimi ragazzi,

per le BN di stasera ho deciso di partire da un punto speciale della nostra scuola.

Quando si entra dal cancello principale, sul muro di sinistra, è presente qualcosa di davvero particolare, che forse non tutti hanno guardato con attenzione: il “Muretto dei Giusti”.

Questo muretto abbiamo deciso di realizzarlo qualche anno fa con i ragazzi della scuola media, per ricordare alcune persone che hanno lottato, spesso offrendo la loro stessa vita, per rendere il mondo più giusto.

Il muretto, ogni anno, si arricchisce di tre quadretti e, piano piano, sta diventando sempre più lungo.

Per quest’anno stiamo pensando di dedicare le nuove piastrelle ai medici, al personale sanitario e ai volontari che, in queste settimane, stanno lottando per affrontare l’emergenza coronavirus. Penso proprio che se lo meritino.

Stasera ho deciso di riflettere con voi su uno dei personaggi scelti dai ragazzi nel 2018, Nelson Mandela.

Questa la descrizione del lavoro realizzato da Beatrice e Marta, alunne autrici della piastrella:

Mandela, quale giusto migliore di lui? È stato in carcere per ben 27 anni lottando per la sua libertà e per quella del suo popolo. Nella piastrella prevalgono due sfondi: il bianco e il nero. Il nero rappresenta i momenti dolorosi della sua vita, il bianco invece rappresenta la forza di volontà e la pace che sovrasta l’odio dell’Apartheid. Nel suo volto è riflessa la bandiera della pace che tutti i giorni Mandela rappresentava con i suoi gesti”.

Ventisette anni in carcere non gli hanno impedito di lasciare un grande segno nella nostra storia, di lottare per costruire un mondo migliore.

Ho pensato a lui perché anche noi, nel nostro piccolo, ci stiamo trovando a vivere chiusi nelle nostre case, nella speranza che presto finisca questa emergenza e si possa tornare alla nostra vita abituale.

Cerchiamo di non sprecare questo tempo e, ispirandoci al grande Nelson, sfruttiamolo per riflettere su quanto di buono abbiamo ricevuto e quanto di buono potremo offrire al mondo in futuro.

Due pensieri di Mandela per i più piccoli:

1) Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso.

Bambini non smettete mai di sognare.

2) L’istruzione è l’arma più potente che puoi usare per cambiare il mondo.

Bambini, mi raccomando, continuate a studiare seguendo le indicazioni delle vostre bravissime maestre.

Con i più grandi, invece, vorrei condividere alcune frasi tratte da “Lungo cammino verso la libertà”, autobiografia pubblicata nel 1994.

Non sono nato con la sete di libertà. Sono nato libero, libero in ogni senso che potessi conoscere. Libero di correre nei campi vicino alla capanna di mia madre, di nuotare nel limpido torrente che scorreva attraverso il mio villaggio, di arrostire pannocchie sotto le stelle, di montare sulla groppa capace dei lenti buoi.

Finché ubbidivo a mio padre e rispettavo le tradizioni della mia tribù, non ero ostacolato da leggi divine né umane. Solo quando ho scoperto che la libertà della mia infanzia era un’illusione, che la vera libertà mi era già stata rubata, ho cominciato a sentirne la sete. Dapprima, quand’ero studente, desideravo la libertà per me solo, l’effimera libertà di stare fuori la notte, di leggere ciò che mi piaceva, di andare dove volevo.

Più tardi, a Johannesburg, quand’ero un giovane che cominciava a camminare sulle sue gambe, desideravo le fondamentali e onorevoli libertà di realizzare il mio potenziale, di guadagnarmi da vivere, di sposarmi e di avere una famiglia, la libertà di non essere ostacolato nelle mie legittime attività.

Ma poi lentamente ho capito che non solo non ero libero, ma non lo erano nemmeno i miei fratelli e sorelle…. la mia sete di libertà personale si è trasformata nella sete più grande di libertà per la mia gente. … Alcuni dicono che il mio obiettivo è stato raggiunto, ma so che non è vero. La verità è che non siamo ancora liberi: abbiamo conquistato soltanto la facoltà di essere liberi, il diritto di non essere oppressi.

Non abbiamo compiuto l’ultimo passo del nostro cammino, ma solo il primo su una strada che sarà ancora più lunga e più difficile; perché la libertà non è soltanto spezzare le proprie catene, ma anche vivere in modo da rispettare e accrescere la libertà degli altri.

Buonanotte a tutti

Preside Rep