Il Bosco di Ginevra

Alla scuola Maria Ausiliatrice di San Donato si inaugura la stanza della calma

Venerdì alla scuola Maria Ausiliatrice di San Donato Milanese è stata  inaugurata l’aula intitolata  “Il Bosco di Ginevra” non  semplicemente una stanza ma un luogo che nasce da una storia, da un volto, da un nome: Ginevra.

“Questo luogo si chiama “Bosco di Ginevra”. Ed è un nome bellissimo, perché un bosco non è mai fatto da un albero solo. In un bosco ci sono alberi grandi e alberi piccoli, alberi forti e alberi più delicati, alberi che crescono diritti e alberi che crescono in modo diverso. Ma tutti insieme fanno il bosco. Così è anche una scuola, quando è davvero una comunità: nessuno è di troppo, nessuno è inutile, nessuno è un problema. Ciascuno porta qualcosa. Chi è più fragile può insegnare agli altri la pazienza, la tenerezza, l’attenzione, la cura”. Così ha aperto il suo discorso Don Umberto durante la benedizione dell’aula.

Da sempre come scuola vogliamo dedicarci alla cura delle emozioni, cura intesa come attenzione, come saper guardare, prendersi a cuore lo stato emotivo dell’altro, ma non solo, cura come voler educare anche i nostri alunni a guardare, dare valore e legittimarsi i propri ed altrui stati emotivi, oltre che pensieri e punti di vista.
Avevamo un sogno in un cassetto, rendere questa azione di cura uno spazio, perché sappiamo quanto i bambini, ma anche i grandi, abbiano bisogno di un contesto che sia fisico e relazionale per potersi regolare, “curare”.
E poi è successo che grazie all’incontro e alla collaborazione con Progetto A – La Strada questo cassetto lo abbiamo aperto e abbiamo iniziato a ideare e costruire insieme l’ambiente in cui oggi ci troviamo. Due equipe che si incontrano, che non si conoscono, ma che con finalità educative simili iniziano a collaborare mettendo le basi per una buona alleanza.
La progettazione di questa stanza è all’inizio e, quest’ambiente, diventerà sempre più ricco grazie al contributo di tutti, adulti e alunni.
L’idea della stanza della calma parte dall’osservazione dei bambini e delle bambine, del gruppo classe e del gruppo scuola in generale.
Il progetto nasce con l’intenzione di creare e mettere a disposizione di chiunque attraverso la scuola, grandi e piccoli, uno spazio senza tempo, in questa aula l’orologio è fermo, senza giudizio, ma soprattutto dove lasciare andare le preoccupazioni, le sensazioni e le emozioni un po’ più faticose e provare a riconnettersi con quelle più piacevoli e ‘rassicuranti’.
Gli spazi sono stati pensati e creati affinché venga promossa una regolazione emotiva “dal basso verso l’alto” dal corpo alla mente, dalle strutture più arcaiche del nostro cervello alla corteccia.
Appena si entra i sensi ne sono coinvolti: colori, suoni e musiche, esperienze tattili di morbidezza e abbraccio. E dal contenimento possiamo poi passare agli spazi che danno la possibilità di espressione di sé: il disegnare, il modellare, il dare forma…
Solo infine mettiamo in parola, magari ricercandola in albi illustrati e provando poi a restituirla all’altro, condividendola nel dialogo.
Volgiamo dunque educare i grandi, prima ancora che i bambini, alla “calma” attraverso i sensi prima, l’attivazione dell’emisfero destro poi (creatività e forma) arrivando infine alla parola, forma più alta di espressione e condivisione di sé, potente strumento di espressione e regolazione. Accompagniamo dunque con calma i nostri bambini a tali competenze.

Questa aula della calma nasce proprio da questo: dal cammino fatto insieme da bambini, ragazzi, insegnanti, educatori, famiglie e istituzioni. È un luogo dove fermarsi, respirare, ritrovare pace; un luogo dove chi è in difficoltà non viene lasciato solo; un luogo dove si impara che la vita di ciascuno è preziosa.