La nostra Giornata Missionaria è partita in salone, immersi nelle note del brano “We are one but different”. Un’accoglienza che ha subito dato il ritmo alla mattinata: energia, unità, voglia di sentirsi parte di qualcosa di più grande. Appena i ragazzi si sono seduti, il preside ha aperto ufficialmente l’incontro raccontando la storia di un brano che ha segnato un’epoca: “We Are the World”. Era il 1985 quando grandi artisti, guidati da Michael Jackson e Lionel Richie, unirono le loro voci per aiutare l’Africa colpita da una terribile carestia. Un gesto potente, un messaggio ancora attualissimo: insieme si possono costruire grandi cose.Da qui è partito un momento di riflessione e preghiera. Tutti insieme abbiamo recitato il Padre Nostro, lasciandoci guidare dalle parole di Papa Francesco che, commentando questa preghiera, ricorda quanto sia importante quel “nostro”: non “Padre mio”, ma “Padre nostro”, segno che siamo una famiglia, un “noi” e non una somma di “io”.
Poi il salone si è immerso nel silenzio per la visione del video originale di “We Are the World”: i ragazzi lo hanno guardato con attenzione, lasciandosi provocare da quel messaggio che non passa mai di moda. Essere missionari non significa andare lontano: significa aprire il cuore, essere disponibili all’altro, scegliere ogni giorno di esserci.
La mattinata è entrata nel vivo con l’ospite speciale della giornata: suor Paola Labella, missionaria in Etiopia. Il suo intervento ha subito catturato l’attenzione dei ragazzi, complice una valigia con cui si è presentata sul palco. Da lì è nato un viaggio immaginario fatto di domande e simboli: Cosa mettiamo in valigia? Cosa serve davvero per partire?
Il biglietto, il passaporto, l’essenziale… Suor Paola si è soffermata proprio sul passaporto, spiegando che sì, racconta chi sei, ma non dice tutto di noi. La vera identità è più profonda: ognuno di noi è una persona importante, da guardare, salutare, conoscere. Anche senza documenti tra le mani.
Il discorso sul biglietto ha dato spazio ai ragazzi, che hanno condiviso i loro viaggi più significativi, fino ad arrivare al cuore della testimonianza: suor Paola è una missionaria, e il suo è un viaggio di sola andata, con un bagaglio leggero, ma un cuore pieno.
La prima parte della giornata si è chiusa con una testimonianza del preside che ha ricordato suor Luisa, una figura silenziosa ma preziosa della nostra scuola. Dietro alla sua presenza discreta nella scuola dell’infanzia e in cappella si nascondeva una storia sorprendente, legata alla sua esperienza missionaria in Mozambico.
Con questa ricchezza di spunti, emozioni e domande, si conclude la prima parte della nostra Giornata Missionaria.
Restate connessi per il prossimo aggiornamento!
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