Giornata della legalità: lo spettacolo “U Parrinu”

Questa mattina, nel salone teatro della nostra scuola, si è svolto lo spettacolo “U Parrinu”, nell’ambito della Giornata della Legalità: un momento intenso e carico di emozione che ha coinvolto profondamente studenti e docenti.

“U Parrinu” è un progetto di diffusione della legalità attraverso il teatro, nato con l’obiettivo di raccontare a più persone possibili la storia di Padre Pino Puglidi, sacerdote ucciso dalla mafia per il suo impegno instancabile a favore dei giovani e dei più fragili. Lo spettacolo, scritto, diretto e interpretato da Christian Di Domenico, porta in scena la testimonianza personale dell’autore, che da bambino ha conosciuto don Puglisi.

Christian racconta di quando “veniva a trascorrere alcuni giorni di vacanza con la mia famiglia”. La presenza di quel sacerdote così speciale lasciava il segno: “Era strano avere un prete in casa; si dicevano le preghiere a tavola e certe cose, in sua presenza, era difficile anche solo pensarle. I suoi occhi brillavano di una luce speciale che non so spiegare.” Una luce fatta di coerenza, coraggio e amore autentico per i ragazzi del suo quartiere.

Il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno, un colpo di pistola alla nuca spense quella luce, segnando una pagina dolorosa nella storia della Chiesa e della società civile italiana. Don Pino fu assassinato perché, togliendo i bambini dalla strada, li sottraeva al reclutamento mafioso. Per i boss di Cosa Nostra era un ostacolo da eliminare. Ma il suo assassinio rappresentò anche il tragico epilogo di una lunga catena di incomprensioni, silenzi e responsabilità collettive.

Il progetto “U Parrinu” nasce proprio dal desiderio di far vivere questa storia soprattutto ai giovani, nelle scuole, negli oratori, nelle associazioni che operano nel sociale. Il sogno dell’autore è che il costo del biglietto non ricada sui ragazzi, perché il messaggio di legalità, coraggio e responsabilità deve poter raggiungere tutti.

Lo spettacolo di stamattina non è stato solo una rappresentazione teatrale, ma un’occasione di riflessione profonda. Attraverso il racconto diretto e coinvolgente, siamo stati invitati a interrogarci sul nostro ruolo nella società, sull’importanza delle scelte quotidiane e sul valore della legalità come impegno concreto e personale.

Il Buongiorno speciale di Federica Lima

Che bello quando i “nostri ragazzi” tornano a trovarci e, con la loro storia, ci ricordano il senso più profondo del nostro lavoro quotidiano.
Questa mattina abbiamo accolto al “Buongiorno” un’ex alunna, Federica Lima. Oggi è un medico e sta completando la sua specializzazione in geriatria, ma prima è stata una studentessa seduta proprio nei banchi della nostra scuola media, con i suoi sogni, le sue fatiche e le sue domande sul futuro.
Nel suo intervento ha iniziato raccontando cosa fa oggi, poi, con grande naturalezza, ha riportato i ragazzi indietro nel tempo, agli anni in cui frequentava la Maria Ausiliatrice.
Proprio durante quel periodo, la nonna a cui era profondamente legata ha iniziato ad avere seri problemi di salute. Un passaggio delicato, che ha cambiato molte cose nella sua quotidianità. Se normalmente, a quell’età, si torna a casa trovando una nonna pronta a prendersi cura dei nipoti, per Federica è accaduto il contrario: è stata lei a preoccuparsi che la nonna mangiasse, a starle accanto, ad aiutarla nelle piccole necessità di ogni giorno. Un’esperienza intensa, vissuta in silenzio, che ha lasciato un segno profondo e ha iniziato a orientare, quasi senza che se ne rendesse conto, le sue scelte future.
Dopo il liceo ha intrapreso il percorso di Medicina. Al momento della specializzazione pensava di dedicarsi alla pediatria, ma un’esperienza in RSA le ha fatto rileggere tutta la sua storia personale con uno sguardo nuovo. È stato lì che ha compreso quale fosse davvero la sua strada: diventare, come ha detto con semplicità ai nostri ragazzi, “il medico dei nonni”.
La sua testimonianza, però, non è stata solo il racconto di un successo professionale. Con grande sincerità ha condiviso anche le difficoltà affrontate nel percorso di studi: un disturbo dell’attenzione, le sfide legate ai disturbi specifici dell’apprendimento, momenti in cui qualcuno lasciava intendere che forse quell’obiettivo fosse troppo ambizioso. Non è stato un cammino lineare, ma è stato un cammino perseverante, costruito giorno dopo giorno con impegno e determinazione.
Le sue parole hanno catturato l’attenzione dei ragazzi, che hanno ascoltato in silenzio e poi applaudito con spontaneità. A chiudere l’incontro, una frase che ha il valore di un incoraggiamento concreto e attuale: “Non permettete a nessuno di dirvi cosa potete e cosa non potete fare nella vita.”
Un messaggio forte, che parla di fiducia in sé stessi e di responsabilità verso i propri sogni.
Ancora una volta ci siamo sentiti profondamente orgogliosi. Ogni ex alunno che torna non porta solo un traguardo raggiunto, ma una storia che continua a intrecciarsi con la nostra. Ed è in questi incontri che comprendiamo quanto sia prezioso accompagnare i ragazzi nella scoperta di ciò che possono diventare.

Quando l’Inglese incontra le Olimpiadi: un inverno di sport, parole nuove e scoperte

Nell’ambito del progetto innovativo dedicato all’Inverno, le classi quarte della Scuola Primaria hanno vissuto un’esperienza davvero speciale: trasformare le lezioni di Inglese in un viaggio dentro i Giochi Olimpici e Paralimpici, proprio mentre il nostro Paese ospita questo straordinario evento. L’atmosfera in classe si è accesa subito: parlare di sport, di atleti e di sfide in lingua inglese ha reso tutto più vivo, più vicino, più emozionante.
I bambini hanno iniziato esplorando la storia delle Olimpiadi, scoprendo come questo appuntamento internazionale sia molto più di una competizione. Attraverso racconti, immagini e attività guidate, hanno riflettuto sui valori che rendono i Giochi un simbolo universale: amicizia, rispetto, determinazione, coraggio, eccellenza, uguaglianza e la capacità di ispirare gli altri. Parole importanti, che in inglese hanno assunto un significato ancora più forte perché legate a esempi concreti e a figure che i ragazzi conoscono e ammirano.
Il laboratorio è poi entrato nel vivo con attività di gruppo pensate per arricchire il vocabolario e potenziare la comprensione del testo. I bambini hanno imparato nuovi termini legati alle discipline sportive del programma olimpico, si sono messi alla prova con testi da completare e hanno risposto a quiz mirati che li hanno aiutati a consolidare quanto appreso. Lavorare insieme, confrontarsi, aiutarsi a vicenda ha reso l’apprendimento più naturale e divertente.
E come ogni percorso che si rispetti, non poteva mancare un momento di gioco. Le classi si sono sfidate in una vivace partita di Bingo costruita con immagini e vocaboli dei vari sport. Tra risate, entusiasmo e un pizzico di sana competizione, i ragazzi hanno dimostrato che imparare può essere davvero un piacere. Alla fine, il commento più spontaneo e sincero è stato proprio il loro: “Sooo much fun!!!”
Un laboratorio che ha unito lingua, cultura sportiva e valori educativi, lasciando nei bambini non solo nuove parole, ma soprattutto nuove consapevolezze. Un piccolo assaggio di quanto lo sport – e l’inglese – possano aprire la mente e il cuore.

Allegria e famiglia: la Nonnithlon nel segno di Don Bosco

Dopo la pausa dell’anno scorso, si è ripresentata la competizione della Nonnithlon, giunta alla sua sesta edizione.

Nei momenti di entrata e di uscita dalla scuola mi sono sempre accorto di qualcosa di bello e profondamente significativo che avveniva ogni volta. Ci sono persone che svolgono un servizio davvero speciale: sono i nonni che, con pazienza e immenso amore, stanno accanto soprattutto ai più piccoli nel loro cammino di crescita. A volte hanno portato anche la cartella o l’hanno trainata con fatica a causa dei vari acciacchi, ma non si sono mai lamentati. In silenzio hanno sopportato i capricci e le lamentele dei loro nipotini che, usciti da scuola, davano sfogo alla loro vivacità. Sono stati presenza discreta e guida sicura; hanno educato e soprattutto amato…nello stesso modo in cui Don Bosco amava i suoi giovani.

Questa giornata è stata per loro. Dedicata a loro. Un momento di festa vissuto attraverso una sana competizione nel gioco della briscola, delle bocce e della pittura, proposta a coppie con i nipotini. Aperta a tutte le età, ha visto confrontarsi una trentina di coppie in un clima di festa e allegria, proprio come nello stile di Don Bosco.

La Chiesa è anche questa: amore tra nonni e nipoti.

Un grazie speciale ad Alberto, Valentina e Mattia, insegnanti ed educatori dal cuore grande, come tutti vorrebbero.

A conclusione della giornata, uno dei nonni ha voluto condividere il suo pensiero, offrendo una testimonianza ricca di significato.

La mia Nonnithlon con la mia nipotina

Quando mia nipote mi ha detto: «Nonno, vieni con me alla Nonnithlon?» io ho fatto finta di pensarci su, con aria da campione olimpico un po’ arrugginito. Ma dentro ero già pronto, con le scarpe allacciate e il cuore in pista.

Ora, vi confesso: alle bocce me la cavo, a briscola mi difendo…ma con la pittura? Lì ho capito che il vero talento sarebbe stato il suo. E infatti, davanti a quel foglio bianco, è successo qualcosa di speciale. Lei disegnava atleti che correvano veloci come il vento. Io cercavo di fare una torcia olimpica che sembrava più un gelato sciolto. Lei rideva. Io ridevo. E intanto stavamo.

Non correvamo contro il tempo. Non guardavamo l’orologio. Non pensavamo a “fare bene”.

Stavamo insieme.

Alle bocce mi guardava come si guarda un supereroe.
«Nonno, fai vedere come si fa!»

Io lanciavo piano, spiegando che non serve forza, ma attenzione. E mentre parlavo mi rendevo conto che quella frase non valeva solo per il gioco.

Alla briscola, invece, ha voluto fare la stratega.
«Nonno, tieni l’asso…aspetta il momento giusto!»

E io, obbediente come un allievo diligente, ho seguito i suoi consigli. Perché in queste cose non si insegna soltanto: si impara.

Alla fine della mattinata non so nemmeno se abbiamo vinto qualcosa. Forse un diploma, forse un applauso. Ma la medaglia più grande l’ho sentita qui, sul petto.

In un mondo dove tutti corrono, la Nonnithlon ha rappresentato un invito semplice e prezioso: non a fare di più, ma a stare di più.

Stare seduti su una panchina con un foglio colorato.
Stare fianco a fianco a guardare una boccia che rotola.
Stare complici davanti a una carta giocata al momento giusto.

La semplicità è una cosa seria, sapete?
E stare con una nipotina, senza fretta, è un piccolo miracolo che non fa rumore… ma riempie il cuore.

Se mi chiedessero cos’è stato per me la Nonnithlon, direi così:

Non una gara.
Non una mattinata qualsiasi.
Ma un tempo regalato.

E io, alla mia età, ho capito che il tempo donato a chi ami è la vittoria più bella di tutte.

Un nonno

Le classi prime della Scuola Primaria tra forme, colori e immaginazione

In questi giorni le classi prime della scuola primaria hanno vissuto un’esperienza davvero speciale dedicata all’arte e alla creatività intraprendendo un viaggio tra forme, colori e immaginazione, accompagnati dalle opere del celebre artista Henri Matisse, esplorando l’arte con occhi nuovi e tanta curiosità.

L’attività è iniziata con una presentazione delle opere di Matisse: i bambini hanno osservato le sagome, le composizioni e le cromie intense che caratterizzano i suoi lavori, cercando di cogliere come forme semplici possano raccontare emozioni e storie profonde. Con grande entusiasmo, poi, hanno messo in pratica ciò che avevano scoperto: carta colorata, forme geometriche, ritagli  per realizzare la loro “opera d’arte da portare a casa” con la tecnica  del cut-out e osservando come dal semplice ritaglio nascano composizioni originali e sorprendenti.

La sorpresa più bella è stata vedere e  capire che l’arte è un modo per guardare il mondo con occhi diversi. I bambini hanno imparato che creatività e osservazione possono trasformare anche le cose di tutti i giorni in qualcosa di speciale.

Job Shadowing Week: Day 5

Il nostro ultimo giorno di Shadowing si è aperto con una lezione di Cittadinanza dedicata alla Costituzione Italiana, momento di riflessione sui valori fondanti della nostra comunità.

La mattinata è poi proseguita con laboratori multipli per le classi terze. In particolare, il laboratorio di PSCD ha guidato gli studenti nella creazione di una “Identity Card” dei propri strong points: qualità, talenti e aspetti della propria personalità.

Questi elementi sono stati successivamente trasformati in modo creativo in una speciale T-shirt simbolica, arricchita di ricordi, immagini e decorazioni personali.

A chiudere l’esperienza, una foto di classe con le creazioni “At a glance!”, testimonianza visiva di un percorso di consapevolezza e condivisione. I laboratori proseguono…

…con il progetto interdisciplinare sulla prima guerra Mondiale. Setting: il salone teatro. Silenzio in sala: vanno in scena i racconti e con loro le interpretazioni storico-letterarie da parte delle classi.

Siamo ormai giunti alla fine di questa lunga e densissima settimana…ma mancavano ancora due laboratori di scienze! A chiudere la “Shadowing Week” sono state la 1A e la 1D in laboratorio, insieme alla lezione CLIL di Inglese sull’Innovazione.

Grazie, colleghe maltesi! Ci avete dato la possibilità di condividere tante esperienze. Abbiamo aperto le braccia e anche gli occhi all’accoglienza, al lavoro di squadra e al valore di una scuola unita.

Non ci resta che dirci “Goodbye” davanti a un buon trancio di pizza e a una chiacchiera di Carnevale!

Job Shadowing Week: Day 4 – Intanto alla Scuola Primaria…

Nel frattempo la visita alla Scuola Primaria in questo quarto giorno permette alle Docenti di assistere ad una attività in lingua per il perfezionamento di speaking e writing. L’accoglienza da parte dei ragazzi apre anche lo spazio anche al tema della transizione dalla Primaria alla Secondaria veicolato dalla Docente ospite esperta di PSCD, personal, social and career development!

Chiude l’osservazione con una visita ai più piccoli studenti della scuola impegnati nel loro ultimo anno di materna in un English Lab interattivo!

Job Shadowing Week: Day 4 – Giornata STEM

Giornata STEM, si parte! 🚀🔬

La nostra giornata speciale dedicata alle STEM si è aperta in salone con un buongiorno all’insegna della curiosità, dell’intelligenza e dell’approfondimento scientifico.

Le docenti STEM della scuola (Dalila Barraco, Paola Bertulli, Isabella Florio, Marta Ricci e Alessandra Napoli) hanno guidato studenti e studentesse in un momento introduttivo coinvolgente, raccontando la storia e il contributo di alcune grandi scienziate che hanno segnato il progresso scientifico: Rita Levi-Montalcini, esempio di determinazione e rigore nella ricerca; Margherita Hack, voce autorevole dell’astrofisica italiana; Catherine Johnson, matematica brillante il cui lavoro è stato fondamentale per le missioni spaziali della NASA.

Attraverso le loro storie, i ragazzi hanno potuto riflettere su quanto passione, impegno e perseveranza siano elementi centrali nel percorso scientifico. Il momento si è concluso con alcune domande di riflessione, che accompagneranno le attività della mattinata, e con un interrogativo finale lasciato a tutti:

“Quali qualità pensate abbiano avuto le scienziate per raggiungere i loro obiettivi?”

Ad accompagnare il rientro nelle classi, le intense note della colonna sonora di Interstellar, che hanno reso l’atmosfera ancora più suggestiva e carica di aspettative.

Ora i ragazzi sono tornati nelle aule, già allestite a laboratorio, pronti ad assistere a lezioni ed esperimenti guidati dagli studenti di terza, che si sono preparati con impegno per questo importante ruolo.

La giornata è appena iniziata… e la scienza è già protagonista!

Le lezioni e gli esperimenti tenuti dai brillantissimi ragazzi di terza sono cominciati!

CLICCA QUI per leggere il programma dei laboratori.

Tornando alla Scuola Secondaria, nell’ultima parte della mattinata le classi terze hanno assistito in salone alla visione del film “Margherita delle stelle” e, al termine, hanno condiviso a voce emozioni, pensieri e impressioni. Un momento di confronto autentico, guidato dall’ascolto reciproco.

Le classi prime e seconde, invece, hanno letto insieme ai docenti alcune storie di scienziate, scelte dal fascicoletto consegnato a ciascuna classe. La lettura ha offerto spunti per conoscere modelli femminili nel mondo della scienza. Successivamente, gli alunni hanno rielaborato l’esperienza con disegni, testi, poesie, acrostici o cartelloni. Le attività sono state accompagnate da domande sulle emozioni provate e sul messaggio ricevuto, per trasformare la giornata in un’occasione di crescita e ispirazione.

A conclusione della speciale giornata STEM, tutte le classi si sono riunite in salone per condividere con i compagni la propria restituzione del lavoro di riflessione.

C’è chi ha realizzato cartelloni ricchi di immagini e parole chiave, chi ha scritto testi di approfondimento, chi ha scelto la forma della poesia o persino dell’acrostico, mettendo in gioco creatività e sensibilità personale.

È stato bello vedere come le discipline scientifiche si siano intrecciate con l’ambito umanistico, dimostrando che la scienza non è separata dalle emozioni, dal linguaggio e dall’espressione artistica.

È stata una mattinata di grande valore perché ha unito conoscenza e consapevolezza, contenuti e vissuto personale, rafforzando nei ragazzi l’idea che il sapere possa ispirare, motivare e aprire nuove possibilità per il futuro.

Le classi quinte e il progetto di educazione civica che unisce scuole, storie e valori: “I Giusti nello sport”

In queste settimane gli alunni delle classi quinte saranno protagoniste di un’importante esperienza di educazione civica grazie al progetto “I Giusti nello sport”, realizzato in collaborazione con il Liceo Primo Levi di San Donato Milanese.

Il progetto nasce con l’obiettivo di far riflettere i ragazzi sui valori autentici dello sport: rispetto, lealtà, coraggio, inclusione e senso di giustizia. Valori che vanno oltre il risultato e la competizione e che, nel corso della storia, hanno trovato espressione in figure sportive capaci di distinguersi per le loro scelte e il loro esempio.

A guidare le attività saranno alcuni studenti del primo anno del liceo, che accompagneranno i ragazzi in laboratori di storytelling e attività artistiche pensati per avvicinarli, in modo coinvolgente e creativo, alle storie di uomini e donne che si sono distinti per il loro comportamento etico nello sport.

Attraverso il racconto, il confronto e l’espressione artistica, i ragazzi avranno l’opportunità di conoscere queste figure, riflettere sui loro valori e collegarli alla propria esperienza quotidiana, dentro e fuori dal contesto sportivo.

Il progetto rappresenta anche un’importante occasione di incontro e collaborazione tra ordini di scuola diversi, favorendo uno scambio positivo tra studenti più grandi e più piccoli, basato sull’ascolto, sulla condivisione e sull’apprendimento reciproco.

“I Giusti nello sport” non è solo un percorso di educazione civica, ma un viaggio attraverso storie che mostrano come lo sport possa diventare uno straordinario strumento di crescita umana e civile.