Ci sono giornate che nascono semplici e finiscono per diventare preziose. La Festa del Papà del 18 marzo è stata proprio così: un pomeriggio capace di trasformare la scuola in un luogo di emozioni, musica e piccoli gesti che restano.
Fin dall’arrivo dei papà, si percepiva un’atmosfera diversa. I papà entravano nel salone con un misto di curiosità ed emozione, accolti da un momento di riflessione dedicato proprio a loro. In un mondo che corre e chiede sempre di più, fermarsi insieme è diventato quasi un atto rivoluzionario. E quel pomeriggio la scuola ha scelto di farlo: rallentare, ascoltare, guardarsi negli occhi.
A dare voce a questo momento sono stati Marco e Giovanni, docenti ma soprattutto papà da poco, con tutto l’entusiasmo e la sorpresa che la paternità porta con sé. Accanto a loro, Nicola, attore e docente della scuola, ha trasformato emozioni e pensieri in parole che hanno toccato tutti. Un modo semplice e autentico per ricordare che essere papà non significa essere perfetti, ma esserci: con presenza, ascolto e quella leggerezza che fa sentire i bambini al sicuro.
Terminato il momento dedicato solo a loro, i papà hanno fatto il loro ingresso in palestra. I bambini li aspettavano seduti a terra, con gli occhi che brillavano. C’era trepidazione, c’era orgoglio, c’era quella gioia pura che solo i bambini sanno mostrare senza filtri. La musica ha fatto il resto.
Le classi quarte e quinte hanno cantato “Grazie Mille” degli 883, trasformando una canzone leggera in un messaggio sincero: grazie per esserci, per i gesti quotidiani, per quel tempo che sembra poco ma per loro vale tantissimo.
Le classi prime, seconde e terze hanno portato sul palco “Gioca con me papà”, un invito tenero e diretto a fare la cosa più semplice e più importante: stare insieme. Per rendere il loro regalo ancora più speciale, i bambini hanno imparato anche alcune parole in Lingua dei Segni Italiana. Ogni gesto era un “ti voglio bene” fatto con le mani.
Poi è arrivata la sorpresa dei papà. Questa volta sono stati loro a cantare per i bambini. Un’inversione di ruoli che ha fatto brillare gli occhi dei più piccoli e sciolto più di un cuore tra gli adulti. Un modo diverso di dire “sei importante per me”, e i bambini lo hanno capito benissimo.
La festa si è chiusa con un gesto semplice: un cinque tra papà e bambini. Un saluto che racchiudeva tutto il pomeriggio. Un momento pensato anche per chi non aveva accanto il proprio papà: ogni adulto presente è stato invitato a essere “papà di tutti”, con un sorriso, una mano sulla spalla, un gesto gentile.
Perché la scuola, quando vuole, sa diventare davvero una comunità.
Quella i ieri non è stata solo una festa. È stata un’esperienza condivisa, un ricordo che i bambini porteranno con sé, un’occasione per i papà di fermarsi e ritrovare il senso profondo del loro ruolo. Uno sceglie di mettere al centro le relazioni, la presenza, la cura.
E in un mondo che corre, questo è forse il regalo più grande.






















Questa mattina, nel salone teatro della nostra scuola, si è svolto lo spettacolo “U Parrinu”, nell’ambito della Giornata della Legalità: un momento intenso e carico di emozione che ha coinvolto profondamente studenti e docenti.









































































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