A conclusione della Settimana della Memoria, il corridoio della nostra scuola si è trasformato in un cielo simbolico, fatto non di stelle lontane, ma di parole, pensieri e speranze. Protagonisti di questo cielo ideale sono stati i ragazzi della Scuola Secondaria, che hanno saputo dare voce alle emozioni, alle domande e alle riflessioni nate durante le attività proposte nel corso della settimana.
La Memoria, quando è autentica, non si limita a ricordare il passato: interroga il presente e chiama ciascuno di noi a una responsabilità. È con questo spirito che gli studenti hanno accolto le proposte didattiche, lasciandosi toccare dalle testimonianze, dalle letture e dai momenti di confronto vissuti insieme. Tra questi, un ruolo centrale ha avuto la riflessione sul libro di Liliana Segre, una voce che continua a parlare alle nuove generazioni con una forza profonda.
A partire dalla lettura e dal dialogo in classe, i docenti di lettere hanno invitato i ragazzi a trasformare ciò che li aveva colpiti in parole scritte: pensieri personali, messaggi, immagini, spunti di senso. Non semplici riassunti, ma riflessioni intime, capaci di restituire il peso della storia e, allo stesso tempo, la delicatezza delle emozioni.
Queste parole hanno preso forma su piccole stelle, appese lungo il corridoio della scuola a comporre un cielo ideale intitolato “Fino a quando la nostra stella brillerà” (Clicca sull’immagine per ingrandirla). Un titolo scelto come omaggio a Liliana Segre e al valore simbolico della stellina che lei stessa racconta di aver visto nel cielo dal campo di concentramento: una luce lontana, fragile, ma sufficiente a tenere viva la speranza, a ricordarle che l’umanità non era del tutto scomparsa.
Ogni stella appesa racconta uno sguardo diverso: c’è chi ha scritto della paura e dell’ingiustizia, chi del dolore della separazione, chi dell’importanza di non restare indifferenti. Alcuni ragazzi hanno parlato di speranza, altri di responsabilità, altri ancora della necessità di scegliere, ogni giorno, da che parte stare. In tutte le parole emerge un filo comune: la consapevolezza che la Memoria non è qualcosa di distante, ma una luce che continua a brillare solo se qualcuno la custodisce.
Questo cielo di stelle non è solo un’installazione simbolica, ma un segno concreto del lavoro educativo svolto insieme: studenti e docenti uniti nel tentativo di dare senso al passato per costruire un futuro più giusto. Finché queste stelle continueranno a brillare nei pensieri dei ragazzi, finché quelle parole non verranno dimenticate, anche la luce della Memoria resterà accesa.
Perché ricordare non significa solo guardare indietro, ma scegliere di essere, oggi, custodi di quella luce. Fino a quando la nostra stella brillerà.








































Questa mattina, in occasione della Giornata della Memoria, la nostra scuola ha vissuto un momento particolarmente significativo di condivisione e riflessione. I ragazzi delle classi terze hanno infatti organizzato e condotto un buongiorno speciale nel salone, rivolto a tutti gli alunni della Scuola Secondaria.




























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