La testimonianza di Pietro Salvato

Questa mattina, durante il “Buongiorno”, i ragazzi delle medie hanno vissuto un altro momento speciale, incontrando Pietro, un ex alunno oggi studente di Fisica all’università che ha vissuto un’esperienza di volontariato in Etiopia con i Salesiani, dove ha frequentato la scuola secondaria di II grado.
Pietro era uno dei “Pironcini”, un nome affettuoso che si erano dati gli alunni di una sezione C che aveva come Assistente la nostra professoressa Pirona. Quel legame di classe, quella familiarità, siamo convinti che abbiano contribuito a costruire in lui la base di valori che oggi è tornato a condividere con noi.
L’incontro si è inserito dentro una giornata già significativa: quella dedicata all’eliminazione della violenza contro le donne. Il preside ha aperto il momento ricordando l’importanza di questo appuntamento e condividendo con i ragazzi un pensiero semplice: la violenza si può davvero superare solo se crescono uomini capaci di pensare, di rispettare, di scegliere il bene. Uomini maturi, capaci di responsabilità e di relazioni sane.
Pietro è una dimostrazione concreta di queste parole: uno di quei ragazzi cresciuti alla SMA che sta costruendo la sua vita in modo autentico e generoso, diventando un modello a cui guardare.
I ragazzi hanno ascoltato con attenzione: non era il racconto di un viaggio turistico, ma una testimonianza di vita, condensata in tre parole.
Felicità
Pietro ha spiegato che la sua scelta di andare in missione nasce anche dalla ricerca della felicità: non una felicità superficiale, ma quella profonda, che cresce condividendo. Dice che nei bambini e nei giovani incontrati in Etiopia ha visto una gioia che gli ha insegnato tanto.
Semplicità
Ha descritto momenti toccanti: la vita lì è fatta di poco, ma quel poco è prezioso. Raccontava di una bambina che, ogni mattina, gli correva incontro e restava attaccata alla sua mano per quasi un’ora. Vestiti vecchi, niente scarpe nuove, ma un cuore grande, capace di affetto autentico.
Gratitudine
Infine, la gratitudine. Lui ha detto che quell’esperienza non l’ha solo arricchito, ma l’ha trasformato dentro. Ha imparato ad apprezzare le cose, le persone, il presente. Ha invitato tutti noi a coltivare la gratitudine ogni giorno.
Pietro ha concluso richiamando un insegnamento di Don Bosco che gli è molto caro: “Sii felice qui e adesso”. Non rimandare la felicità, non inseguirla chissà dove: è dove sei, nella tua vita di tutti i giorni. Ha quindi esortato i ragazzi a cercare la felicità nel presente, con quello che hanno, e ad essere grati per ciò che ricevono e per ciò che sono.
Una mattina così rimane dentro. E grazie a persone come Pietro crescono speranza e modelli veri: modelli di uomini e donne capaci di rispetto, di impegno e di pace.