Io cambio, quindi cresco: un laboratorio per guardarsi dentro

L’intervallo di questa Giornata Missionaria è stato tutt’altro che una pausa: molti ragazzi – e persino diversi insegnanti – hanno continuato a cimentarsi con gli scooby doo iniziati nel laboratorio creativo.
C’è chi ha insistito finché non è riuscito, chi ha chiesto aiuto, e chi alla fine ha rinunciato… e proprio questa fatica, questo “non mi viene”, diventerà occasione di riflessione nei prossimi giorni. Perché anche accettare i propri limiti, o ammettere di non saper fare qualcosa, fa parte del crescere.
Dopo l’intervallo, tutti sono tornati nelle loro classi per un altro momento importante: il laboratorio “Io cambio, quindi cresco”. Questa volta, insieme ai docenti dell’ora, erano presenti anche gli Assistenti, rendendo l’attività davvero corale e condivisa.
Il laboratorio parte da un’idea che suor Paola aveva lanciato con forza: chi è missionario accetta di cambiare. E per questo si è chiesto ai ragazzi di lavorare proprio sul tema del cambiamento, personale e di gruppo.
Le domande guida hanno aperto diversi spunti di riflessione:
  • Quando è stata l’ultima volta che hai cambiato idea su qualcosa?
  • Che cosa vuol dire per te crescere?
  • Come classe, che cosa potremmo cambiare per stare meglio insieme?
A partire da queste domande, ogni classe sta realizzando un cartellone speciale: un albero del cambiamento. Le radici rappresentano ciò che resta, ciò che fonda e sostiene il gruppo; la chioma invece raccoglie ciò che può trasformarsi, evolvere, migliorare.
Un modo semplice e concreto per dire che crescere non significa diventare altri, ma scegliere ogni giorno cosa tenere e cosa lasciare andare.
E adesso… vediamo cosa nascerà da questi alberi un po’ simbolici e un po’ reali, pronti a raccontare i passi di cambiamento di ciascuna classe.
Prossimo aggiornamento in arrivo!