Escher al MUDEC: l’esperienza della 1^D

Io e la mia classe il 21 gennaio siamo andati al MUDEC di Milano.

Il MUDEC si trova in via Tortona, a Milano. Dall’esterno la struttura può sembrare piccola, ma appena si entra si rimane colpiti da una maestosa sala dai colori rossi, da una stupenda scalinata e da una grande installazione sospesa, appesa a sottilissimi fili trasparenti, che cattura subito l’attenzione.

Tutto è iniziato a ottobre, quando mi è venuta l’idea di andare a vedere la mostra dedicata a M.C. Escher. Così ho preparato un foglio per presentare il progetto.

Il giorno seguente l’ho esposto in classe: l’idea è piaciuta a tutti e quindi l’ho presentata anche al preside, che ha accettato a patto che organizzassi tutto nei dettagli, scegliendo la data, il mezzo di trasporto e il costo.

Mi sono quindi messo al lavoro e, alcuni giorni dopo, ho consegnato un foglio con tutte le informazioni necessarie. Mancavano circa tre mesi a quel magnifico 21 gennaio.

Quando è finalmente arrivato il giorno della partenza, eravamo tutti entusiasti. Abbiamo raggiunto il MUDEC con la metropolitana e, appena arrivati, abbiamo visto un enorme simbolo: quello del museo.

La mostra era dedicata a Maurits Cornelis Escher, un artista famoso per le sue opere basate su illusioni ottiche, geometrie impossibili, giochi di prospettiva e trasformazioni. Abbiamo ammirato quadri spettacolari: figure che si trasformano, come uccelli che diventano pesci e poi tornano uccelli, scale infinite che sembrano non finire mai e ambienti che sfidano le leggi della realtà. I colori, le forme e i pattern rendevano ogni opera affascinante e sorprendente.

Da questa visita abbiamo imparato che non dobbiamo essere perfettamente ordinati per essere unici: anche nella nostra complessità, nelle nostre differenze e in ciò che può sembrare confuso, c’è qualcosa di speciale. Proprio come nelle opere di Escher, dove l’apparente disordine diventa armonia e bellezza.

Il nostro blogger Gianpaolo Barrella