“State facendo la storia”: Federico De Rosa incontra i nostri ragazzi

Nel salone della nostra scuola si sta svolgendo un incontro di grande valore umano ed educativo, che sta coinvolgendo studenti e docenti in un’esperienza di ascolto autentico e partecipato. Ospite della giornata è Federico De Rosa, ragazzo autistico e autore del libro “Quello che non ho mai detto”, letto da tutte le classi nel corso dell’ultimo mese. La lettura del testo ha suscitato domande, riflessioni e un forte desiderio di confronto, che ha portato i ragazzi a desiderare profondamente questo incontro.

Federico è accompagnato dal papà Oreste e, in un clima di profondo rispetto, sta rispondendo alle numerose domande degli studenti scrivendo al computer. Il silenzio che riempie il salone non è vuoto, ma denso di attenzione e sensibilità: ogni parola viene attesa, letta e accolta con grande partecipazione. I ragazzi si stanno confrontando con la realtà dell’autismo in modo diretto e consapevole, imparando a conoscerne non solo gli aspetti più evidenti, ma anche quelli più profondi e spesso meno visibili.

L’incontro si inserisce nell’ambito della Giornata dell’Inclusività, una delle giornate speciali che segnano questo anno scolastico innovativo, pensata per invitare gli studenti a riflettere sul significato autentico dell’inclusione. Un concetto che non riguarda esclusivamente la disabilità, ma che si estende a ogni forma di diversità: culturale, sociale e personale, e che chiama ciascuno a riconoscere l’altro prima di tutto come persona.

Tra le risposte di Federico, una in particolare ha colpito profondamente i ragazzi e gli adulti presenti: “State facendo la storia”. Con queste parole Federico ha voluto sottolineare come l’attenzione, l’ascolto e l’apertura dimostrati dagli studenti contribuiscano ad accelerare un processo storico già in atto, un percorso che va nella direzione di una società pienamente inclusiva, in cui le differenze non siano motivo di esclusione ma parte naturale dell’umanità, e in cui tutti siano semplicemente riconosciuti come “persone”.

Il rispetto del silenzio, la qualità delle domande e la partecipazione attenta dimostrano la maturità e la sensibilità con cui gli studenti stanno vivendo questo incontro. Un momento prezioso, che lascia un segno profondo e che rappresenta un passo importante nel cammino della nostra comunità scolastica verso un’educazione sempre più consapevole e, appunto, pienamente inclusiva.

Ricordiamo ai nostri lettori che possono partecipare a distanza all’incontro cliccando QUI.