Giornata della Memoria: un buongiorno speciale per ricordare e riflettere

Questa mattina, in occasione della Giornata della Memoria, la nostra scuola ha vissuto un momento particolarmente significativo di condivisione e riflessione. I ragazzi delle classi terze hanno infatti organizzato e condotto un buongiorno speciale nel salone, rivolto a tutti gli alunni della Scuola Secondaria.

Durante l’incontro, gli studenti hanno spiegato il significato della Giornata della Memoria, soffermandosi sull’importanza del ricordo come strumento fondamentale per comprendere il passato e costruire un futuro più consapevole. Hanno poi presentato la figura di Liliana Segre, testimone diretta della Shoah e simbolo di memoria e impegno civile. Tutti i ragazzi hanno letto il libro “Fino a quando la mia stella brillerà”, che ha permesso loro di avvicinarsi alla sua storia riflettendo profondamente sui temi della persecuzione, della dignità umana e della responsabilità individuale.

Un altro momento centrale dell’incontro è stato dedicato al campo di concentramento di Ferramonti, realtà storica spesso poco conosciuta ma di grande valore per comprendere il contesto italiano durante la Seconda Guerra Mondiale. Proprio su Ferramonti è stata allestita una mostra speciale in biblioteca, visitabile nel corso della mattinata.

A fare da guide saranno gli stessi ragazzi di terza, che accompagneranno gli altri alunni nella visita alla mostra: un ruolo importante, per il quale sono stati appositamente formati, e che li vede protagonisti attivi nella trasmissione della memoria e della conoscenza.

Parallelamente, nelle classi è già iniziato un percorso di riflessione e confronto, che proseguirà per tutta la settimana grazie ad attività mirate proposte dai docenti di lettere. Letture, discussioni, visione di film e lavori di gruppo e approfondimenti accompagneranno gli studenti in un cammino di consapevolezza, affinché il ricordo non rimanga solo una ricorrenza, ma diventi occasione di crescita personale e collettiva.

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Una luce tra le mani per raccontare i sogni

Ogni mattina, a scuola, il “buongiorno” diventa un momento speciale di ascolto, condivisione e crescita. In questi giorni sono stati i bambini della classe terza primaria a renderlo ancora più significativo, animandolo con entusiasmo e partecipazione all’interno del percorso formativo ispirato ai sogni missionari di Don Bosco.

Con parole semplici, autentiche e profondamente sentite, i bambini hanno raccontato il sogno di Don Bosco così come lo hanno compreso e fatto proprio: un sogno di luce, amore e cammino condiviso. Tra le mani, ciascuno stringeva una piccola luce rossa, simbolo del cuore: un segno concreto per ricordare che è proprio il cuore a dare valore a ogni cosa, ai gesti quotidiani, alle relazioni, alle scelte di bene.

Il sogno narrato parla di un Don Bosco inizialmente triste, che affida la sua preghiera a Maria Ausiliatrice, e che poi sogna strade luminose capaci di collegare cuori e missioni lontane. I bambini hanno colto il messaggio centrale con grande sensibilità: non sono i soldi a cambiare il mondo, ma l’amore, l’impegno, l’attenzione agli altri. Le “strade luminose” diventano così il simbolo delle azioni buone che ciascuno può costruire, giorno dopo giorno.

Questo momento di animazione si inserisce pienamente nel percorso salesiano avviato nel mese di gennaio. Il cammino, dal titolo “Avanti tutta, coraggio!”, accompagna i bambini alla scoperta dei propri talenti, del valore dello stare insieme e della forza dei piccoli gesti di bene. Attraverso i sogni di Don Bosco, gli alunni stanno imparando che essere missionari nella vita quotidiana significa portare amicizia, accoglienza, ascolto e coraggio, anche nelle situazioni più semplici.

Durante il buongiorno, i bambini erano visibilmente emozionati, ma allo stesso tempo molto attenti: ascoltavano, aspettavano il proprio turno, custodivano la luce tra le mani con rispetto. Un segno concreto di quanto il messaggio proposto li stia coinvolgendo in profondità, aiutandoli a crescere non solo nella comprensione, ma anche nello stile e nell’atteggiamento.

Questo percorso continuerà nelle prossime settimane, accompagnando i bambini fino a metà febbraio e aiutandoli a riconoscere che ciascuno è chiamato a costruire la propria strada luminosa, fatta di scelte piccole ma significative. Perché, come hanno imparato proprio loro, il cuore che ama è la luce che illumina il cammino di tutti.

L’interclasse terza primaria

Una luce tra le mani per raccontare i sogni

Ogni mattina, a scuola, il “buongiorno” diventa un momento speciale di ascolto, condivisione e crescita. In questi giorni sono stati i bambini della classe terza primaria a renderlo ancora più significativo, animandolo con entusiasmo e partecipazione all’interno del percorso formativo ispirato ai sogni missionari di Don Bosco.

Con parole semplici, autentiche e profondamente sentite, i bambini hanno raccontato il sogno di Don Bosco così come lo hanno compreso e fatto proprio: un sogno di luce, amore e cammino condiviso. Tra le mani, ciascuno stringeva una piccola luce rossa, simbolo del cuore: un segno concreto per ricordare che è proprio il cuore a dare valore a ogni cosa, ai gesti quotidiani, alle relazioni, alle scelte di bene.

Il sogno narrato parla di un Don Bosco inizialmente triste, che affida la sua preghiera a Maria Ausiliatrice, e che poi sogna strade luminose capaci di collegare cuori e missioni lontane. I bambini hanno colto il messaggio centrale con grande sensibilità: non sono i soldi a cambiare il mondo, ma l’amore, l’impegno, l’attenzione agli altri. Le “strade luminose” diventano così il simbolo delle azioni buone che ciascuno può costruire, giorno dopo giorno.

Questo momento di animazione si inserisce pienamente nel percorso salesiano avviato nel mese di gennaio. Il cammino, dal titolo “Avanti tutta, coraggio!”, accompagna i bambini alla scoperta dei propri talenti, del valore dello stare insieme e della forza dei piccoli gesti di bene. Attraverso i sogni di Don Bosco, gli alunni stanno imparando che essere missionari nella vita quotidiana significa portare amicizia, accoglienza, ascolto e coraggio, anche nelle situazioni più semplici.

Durante il buongiorno, i bambini erano visibilmente emozionati, ma allo stesso tempo molto attenti: ascoltavano, aspettavano il proprio turno, custodivano la luce tra le mani con rispetto. Un segno concreto di quanto il messaggio proposto li stia coinvolgendo in profondità, aiutandoli a crescere non solo nella comprensione, ma anche nello stile e nell’atteggiamento.

Questo percorso continuerà nelle prossime settimane, accompagnando i bambini fino a metà febbraio e aiutandoli a riconoscere che ciascuno è chiamato a costruire la propria strada luminosa, fatta di scelte piccole ma significative. Perché, come hanno imparato proprio loro, il cuore che ama è la luce che illumina il cammino di tutti.

L’interclasse terza primaria

“Alzati e vai”: un cammino di gioia, corpo e comunità

Sabato 24 gennaio è stato un pomeriggio speciale, ricco di entusiasmo, sorrisi e condivisione che ha visto protagonisti circa quaranta bambini delle classi quarte e quinte della primaria del gruppo Sales yunior, riuniti attorno a un’esperienza che ha lasciato il segno.

Il tema dell’incontro, “Alzati e vai”, non è stato solo uno slogan, ma un vero invito a mettersi in cammino, insieme.

Fin dai primi momenti si è respirato un clima di gioia autentica e di forte senso di gruppo. I bambini, pur provenendo da esperienze diverse, hanno saputo creare rapidamente un’unica grande squadra, fatta di collaborazione, ascolto e amicizia. Un gruppo vivo, curioso, capace di sostenersi e di camminare all’unisono.

Cuore dell’incontro è stata la camminata metabolica, un’esperienza coinvolgente che ha permesso ai bambini di entrare in contatto profondo con il proprio corpo. Guidati e supervisionati con grande attenzione e sensibilità da Antonella Rutigliano, i partecipanti hanno imparato ad ascoltarsi, a sentire il movimento, il respiro, l’equilibrio. Un modo semplice ma potente per “essere uno con il corpo”, scoprendo che muoversi consapevolmente può diventare anche un momento di benessere e di crescita personale.

Non è mancato il momento più atteso e carico di emozione: l’estrazione del “leoncino dell’amorevolezza”, simbolo di cura, gentilezza e attenzione verso gli altri. Un gesto che ha acceso occhi curiosi e cuori pieni, accompagnato anche da due premi di consolazione, pensati per ricordare che ognuno è importante e prezioso.

La riuscita dell’incontro è stata possibile anche grazie alla partecipazione dei Salesiani Cooperatori la cui presenza attenta e discreta ha rafforzato il senso di famiglia e di comunità che ha accompagnato l’intera esperienza.

I bambini sono tornati a casa davvero contenti, con il sorriso sul volto e il cuore pieno di ricordi.

Un incontro che non è stato solo un’attività, ma un vero cammino condiviso, fatto di corpo, relazione, amorevolezza e gioia. Un passo dopo l’altro, insieme.

I Salesiani Cooperatori

Scegliere il bene crea onde che arrivano lontano

Il Buongiorno speciale delle ragazze di 4° e 5° Primaria

Questa mattina, 22 gennaio, abbiamo visto due video che ci hanno lasciato un messaggio molto semplice ma potente.

Nel primo, Ripple – L’onda, abbiamo scoperto che un piccolo gesto buono può diventare un’onda: una persona aiuta un’altra, quella persona ne aiuta un’altra ancora, e così via.

Un sorriso, un aiuto, una parola gentile non si fermano mai a chi li riceve per primo, ma continuano a viaggiare, proprio come le onde nell’acqua.

Nel secondo video, Scegli bene, scegli il bene, ci viene ricordato che ogni giorno siamo chiamati a fare delle scelte: possiamo scegliere l’egoismo o la generosità, la rabbia o il perdono, l’indifferenza o l’amore. E ogni scelta costruisce un po’ la persona che diventiamo.

Questo messaggio ci aiuta a capire perché oggi 22 gennaio ricordiamo una ragazza speciale:    Laura Vicuña.

Laura Vicuña: una ragazza come voi

Laura Vicuña era una ragazza semplice, come tante.
È nata a Santiago del Cile il 5 aprile 1891 ed è morta a Junín de los Andes, in Argentina, il 22 gennaio 1904, quando aveva solo 13 anni. Era allieva delle Figlie di Maria Ausiliatrice, le suore salesiane, e come noi andava a scuola, aveva delle amiche, giocava, rideva e sognava.

Eppure, Laura è ricordata ancora oggi come Beata e come modello per da seguire. Ma perché?

 Perché Laura ha scelto il bene.

La sua scelta ha creato un’onda

Laura ha fatto della generosità, dell’amore per Gesù e del desiderio di fare il bene la sua strada. Anche quando era difficile, anche quando le costava fatica, lei ha continuato a scegliere l’amore.

Come nel video dell’onda, la sua bontà non si è fermata a lei: ha fatto del bene alle persone che ha incontrato, ha mostrato che anche una ragazza giovane può essere forte, ancora oggi il suo esempio continua a parlare a noi. Laura ci insegna che non serve essere grandi o famose per   cambiare il mondo: basta scegliere il bene ogni giorno, nelle piccole cose.

Anche noi, come Laura: possiamo creare onde di bene con un gesto gentile, possiamo scegliere il bene, anche quando è la strada più difficile, possiamo essere luce per gli altri, a scuola, in famiglia, con le amiche. Ogni nostra scelta buona è un seme che cresce

E come ogni buongiorno speciale, anche questo momento di riflessione si è concluso con una dolce caramella insieme ad una frase di Laura che ci accompagna; un piccolo segno per ricordarci che la bontà rende la vita più dolce, proprio come le scelte buone rendono il mondo più bello.

Alcune ragazze di quinta Primaria

Il buongiorno dei nostri “City Angels”

Questa mattina, nel salone teatro della scuola, abbiamo vissuto un momento particolarmente intenso e significativo. Gli studenti che hanno partecipato al progetto “City Angels”, accompagnati da suor Chiara, hanno incontrato tutti gli alunni della Scuola Secondaria per condividere una rilettura personale e profonda dell’esperienza vissuta.

I ragazzi hanno raccontato con grande chiarezza e semplicità le attività svolte: la preparazione di coperte e cibo e la loro distribuzione ai senza tetto e alle persone in difficoltà incontrate per le strade di Milano. Un racconto concreto, fatto di gesti pratici e di incontri reali, che ha permesso a tutti di comprendere meglio cosa significhi avvicinarsi a chi vive situazioni di fragilità.

Ma il cuore del loro intervento è stato soprattutto il significato dell’esperienza. I ragazzi si sono soffermati su ciò che questa attività ha lasciato dentro di loro: il valore dell’aiuto, l’importanza di mettersi in gioco in prima persona, la bellezza del dare il proprio contributo anche solo per regalare un sorriso. Hanno parlato del sentirsi utili, del condividere tempo ed energie con gli altri e della sorprendente sensazione di “pienezza” che nasce dal donare, molto più che dal ricevere.

Il clima nel salone teatro era carico di attenzione e rispetto: un silenzio profondo, fatto di ascolto vero, ha accompagnato ogni parola. Ancora una volta, questi ragazzi hanno dimostrato una grande maturità, una ricchezza umana non scontata e uno spessore che va ben oltre la loro età.

Complimenti a loro, per l’impegno, la sensibilità e la capacità di testimoniare con autenticità quanto esperienze come questa possano lasciare un segno profondo, non solo in chi riceve aiuto, ma soprattutto in chi sceglie di donarsi agli altri.