Job Shadowing Week: Day 2

La Shadowing week ha oggi aperto ufficialmente anche alla Scuola Primaria con un Buongiorno speciale in cui, oltre al canto ‘I’d rather be’ delle Classi Coro di terza, l’accoglienza gioiosa ha visto protagonisti i piccoli giornalisti e intervistatori che hanno declamato il loro benvenuto e fatto domande alle docenti in inglese fluente e naturale. Il momento di festa si è chiuso con il ringraziamento delle docenti a tutti, a partire da alcuni redattori che hanno consegnato, come ieri accaduto con la Scuola Secondaria, il magazine della scuola “BAMBINinFORMA”.

La seconda giornata di osservazione inizia alla Scuola Secondaria con una lezione di arte, disegno in particolare, in cui i ragazzi di 2B dopo aver affrontato una preparazione di disciplina rafforzata da un CLIL e una visita outdoor alla Pinacoteca di Brera, si sono cimentati in una riproduzione della famosissima opera “Lo sposalizio della Vergine” di Raffaello… le docenti hanno apprezzato l’interazione dei ragazzi e il loro entusiasmo al lavoro di precisione e creatività insieme proposto!

La mattinata di Shadowing prosegue con un modulo particolare: una lezione CLIL tenuta dalla docente Giulia Albini in 1D con l’aiuto e dimostrazione pratica di Cecilia Corallo, alunna di terza B. Dopo aver introdotto i generi musicali con un brainstorming, la prof. ha inquadrato la storia del Blues e le caratteristiche del Jazz, la cui cifra è l’improvvisazione…e quindi via, si suona, rigorosamente insieme, alunna e insegnante!

Come penultimo modulo, le insegnanti ospiti hanno assistito nella classe 1A a una lezione di Epica, disciplina per loro nuova, dedicata al tema della Xenia e al confronto tra Odisseo e Polifemo nel celebre episodio dell’Odissea. Ciò che ha maggiormente colpito è stata la partecipazione attiva degli studenti, coinvolti sia durante la spiegazione sia nella lettura interpretativa del testo, così come la loro capacità di prendere appunti in modo personale e consapevole: chi in modo più schematico, chi più discorsivo, ma sempre sulla base di un metodo di studio ormai consolidato.

Chiude l’intensa mattinata con la recitazione dei Promessi Sposi in terza B! Dopo una breve introduzione tenuta dai ragazzi alle docenti ospiti, alcuni alunni leggono il capitolo 5 con intensità e immedesimandosi nei personaggi. Qualche sorriso scappa ma…in fondo, anche questa è scuola: fare di un’opera cosi tradizionale un momento di amicizia e leggerezza!

Tradizione, fede e innovazione: la 1D tra musica e nuove tecnologie

Come si possono trasmettere cultura, tradizione e i valori della nostra religione ai giovani di oggi? Una possibile risposta passa attraverso l’uso consapevole delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, strumenti capaci di parlare il linguaggio delle nuove generazioni e di rendere l’apprendimento più vicino, coinvolgente e significativo.

È in questa prospettiva che gli studenti della classe 1D hanno svolto un’attività di comprensione del testo partendo dall’ascolto e dal canto di una suggestiva canzone dedicata ad Abramo, figura centrale della nostra tradizione, simbolo di fiducia e affidamento. Attraverso la musica, i ragazzi hanno potuto riflettere sul valore della fiducia, fondamento della fede, e sul significato profondo del cammino di Abramo.

L’uso di strumenti digitali e modalità interattive ha favorito la partecipazione attiva degli studenti, permettendo loro di avvicinarsi ai contenuti religiosi in modo naturale e coinvolgente, senza perdere il legame con la tradizione, ma anzi rafforzandolo.

Science Lab: al via il percorso sull’osmosi

È stata la classe 1C a inaugurare il primo Science Lab dedicato all’osmosi nelle cellule vegetali, dando il via a un’attività laboratoriale che ha saputo unire curiosità, metodo scientifico ed entusiasmo.

Fin dai primi momenti, il laboratorio hands on è stato caratterizzato da eccitazione e partecipazione attiva: gli studenti hanno osservato, sperimentato e discusso, vivendo in prima persona il processo scientifico. Punto di forza dell’attività è stata la fase di prediction, durante la quale i ragazzi hanno formulato ipotesi sui risultati dell’esperimento, mettendo in gioco ragionamento, intuizione e spirito critico.

Nei prossimi giorni gli studenti torneranno a osservare il materiale sperimentale per monitorare i cambiamenti e confrontare le previsioni con i dati raccolti, arrivando così a comprendere il significato di evidenza scientifica e l’importanza dell’osservazione nel tempo.

Il percorso proseguirà secondo il calendario previsto: oggi sarà la volta della 1B, seguita domani dalla 1D, mentre venerdì il laboratorio coinvolgerà anche la 1A, portando l’esperienza scientifica a tutte le classi prime.

L’armonia come filo conduttore: musica e intelligenze multiple in 2C

L’armonia, la stessa che ha accompagnato la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, è stata il fil rouge della lezione di Musica della classe 2C, protagonista del terzo modulo della Job Shadowing Week.

Durante l’attività, guidati dal prof. Giorgio, gli studenti hanno lavorato in modo attivo e collaborativo: hanno suonato insieme il metallofono, annotato le note sul pentagramma e sperimentato nuovi ritmi, mettendo in pratica ascolto, coordinazione e spirito di gruppo. Un’esperienza che ha saputo coniugare tecnica e creatività, culminando negli applausi delle docenti ospiti, colpite dall’energia e dalla partecipazione della classe.

La lezione ha rappresentato un esempio concreto di come la musica sia uno dei migliori strumenti per sviluppare le intelligenze multiple: musicale, logico-matematica, corporea, interpersonale e intrapersonale. Attraverso il fare insieme, gli studenti imparano a conoscersi, a rispettare i tempi degli altri e a costruire un risultato comune, in perfetta armonia.

“Insegnante per un giorno”: lo sport apre la Job Shadowing Week

La prima attività proposta alle docenti in visita da Malta, all’interno della Job Shadowing Week, è stata un’esperienza coinvolgente e altamente formativa: “Insegnante per un giorno” in educazione fisica.

Per due ore, gli studenti delle classi 3B e 2A hanno avuto l’opportunità di mettersi nei panni dei docenti, progettando e conducendo vere e proprie lezioni sportive rivolte ai compagni.

Le attività hanno spaziato dalla ginnastica artistica e acrobatica, proposta dalla classe 3B, fino al calcio, curato dagli studenti della 2A, sotto la supervisione degli insegnanti Giorgia Ferri, delle sorelle Balsamo e di Noa Giampieretti.

L’iniziativa ha permesso alle docenti ospiti di osservare da vicino una pratica didattica attiva e partecipata, in cui gli studenti non sono solo fruitori, ma protagonisti consapevoli del proprio apprendimento.

Come ha sottolineato il prof. Miglio, si tratta di

“un progetto capace di valorizzare il talento, regalare consapevolezza e istruire i ragazzi a organizzarsi e arrivare a un obiettivo, restando aperti a ricevere istruzioni anche dai propri coetanei”.

Anche il prof. Conte ha evidenziato un aspetto spesso trascurato ma fondamentale:

“i ragazzi sono stati capaci di progettare una lezione in autonomia, pensando non soltanto agli esercizi, ma anche alla gestione del tempo, spesso non oggetto di attenzione e quasi una fatica”.

Gli studenti hanno dimostrato competenze organizzative, comunicative e relazionali, offrendo alle docenti in visita un esempio concreto di didattica orientata all’autonomia, alla collaborazione e alla crescita personale.

Al via la Job Shadowing Week: benvenute docenti di Malta!

È ufficialmente iniziata oggi la Job Shadowing Week, un’importante occasione di scambio culturale e professionale che vede la nostra scuola protagonista di un’esperienza internazionale di grande valore educativo.

Questa mattina abbiamo avuto il piacere di accogliere nella nostra comunità scolastica due docenti provenienti da una scuola di Malta, Oriana e Ruth, che trascorreranno con noi l’intera settimana condividendo pratiche didattiche, osservando le attività in classe e partecipando alla vita quotidiana della scuola.

La giornata si è aperta con un Buongiorno speciale in salone, durante il quale le docenti ospiti sono state accolte ufficialmente dalla Direttice, dal Preside e da tutta la comunità scolastica. Un momento introduttivo in cui è stato ribadito il valore dell’incontro, della collaborazione e dell’apertura internazionale della SMA.

Protagonisti dell’accoglienza sono stati anche i nostri studenti, che hanno letto le loro lettere di benvenuto in lingua inglese, accompagnate dalla proiezione delle foto delle classi coinvolte. I ragazzi delle classi 3A e 3B, in particolare, hanno espresso con entusiasmo il piacere di ospitare insegnanti di un altro Paese, sottolineando l’importanza del confronto tra culture diverse e dell’uso quotidiano dell’inglese come lingua di comunicazione e di scambio.

In seguito la classe 3A, vincitrice del Don Bosco Talent Show, ha mostrato come un percorso didattico possa trasformarsi in un’esperienza interdisciplinare che ha unito letteratura, musica e AI, riproponendo la canzone “Voglio tornare bambino” ispirata alla vita e al pensiero di Giacomo Leopardi. A partire da testi prodotti dagli studenti e rielaborati in forma musicale grazie all’uso di strumenti digitali, i ragazzi hanno dimostrato come la creatività possa diventare una potente forma di apprendimento. I caporedattori di RAGAZZinFORMA SOTTO/SOPRA hanno poi omaggiato con orgoglio le docenti maltesi con alcune copie del nostro mensile, che da quest’anno ha offerto a tutti gli alunni della scuola la possibilità di contribuire grazie ad una nuova speciale sezione.

Non è mancato poi l’intervento delle docenti in visita, che hanno presentato la loro scuola attraverso un breve video, dando così avvio a un dialogo diretto tra realtà educative diverse ma unite dagli stessi valori di crescita, collaborazione e attenzione agli studenti.

La settimana proseguirà con attività di osservazione in classe, momenti di confronto tra docenti, visite agli ambienti scolastici e scambi di buone pratiche, con l’obiettivo di arricchire reciprocamente i percorsi educativi e rafforzare il senso di cittadinanza europea.

Con questa Job Shadowing Week si apre dunque un’esperienza che promette di essere stimolante, formativa e profondamente significativa per studenti e insegnanti della SMA: un incontro virtuoso all’insegna del dialogo e dell’apprendimento condiviso.

Giornata dell’Inclusione classi terze: l’alfabeto in Lingua dei Segni entra in classe, imparare a comunicare con le mani…

Dopo il “buongiorno” speciale dedicato alla Giornata dell’Inclusione, anche le classi terze della Scuola Primaria hanno vissuto un momento significativo, trasformando la mattinata in un’occasione concreta per scoprire nuovi modi di comunicare e di stare insieme.

In classe, gli alunni hanno iniziato a familiarizzare con l’alfabeto della Lingua dei Segni Italiana (LIS). Con curiosità e attenzione hanno osservato i movimenti delle mani, provando a riprodurli e scoprendo come ogni gesto possa diventare una lettera, una parola, un ponte verso chi comunica in modo diverso.

L’attività ha suscitato entusiasmo: molti bambini hanno commentato quanto sia sorprendente poter “parlare” senza usare la voce, e quanto questo renda la comunicazione accessibile a tutti.

Dopo aver imparato le prime lettere, gli alunni hanno ricevuto le schede con i simboli dell’alfabeto in lingua dei segni. Le hanno ritagliate con cura e poi utilizzate per comporre il proprio nome, incollando le lettere in sequenza sul quaderno.

Un gesto semplice, ma ricco di significato: vedere il proprio nome scritto attraverso una lingua diversa ha permesso ai bambini di comprendere ancora meglio il valore dell’inclusione e dell’attenzione verso le esigenze comunicative di ciascuno.

Questa attività ha rappresentato un piccolo ma importante passo per avvicinare i bambini alla diversità linguistica e comunicativa. Imparare anche solo qualche lettera della LIS significa aprire una porta, mostrare interesse e rispetto, e ricordare che ogni persona ha il diritto di essere ascoltata e compresa.

La Giornata dell’Inclusione si è così trasformata in un’esperienza concreta, fatta di mani che si muovono, occhi che osservano, bambini che imparano e si mettono in gioco. Un altro tassello nel percorso verso una scuola sempre più attenta, accogliente e capace di valorizzare ogni modo di comunicare.

Un dado…per una storia!

Per celebrare l’inclusione, le classi quarte hanno creato racconti… tirando un dado! Ogni numero svelava un nuovo elemento della storia: personaggi, emozioni, luoghi, sempre legati ai valori dell’accoglienza e del rispetto. Dopo i lanci, ogni alunno ha scritto il proprio racconto personale, trasformando la casualità in creatività e scoprendo che la diversità è una risorsa preziosa. Un’attività divertente che ha ricordato a tutti che la bellezza nasce proprio dalle differenze.

Le classi seconde e la Giornata dell’Inclusività

Nelle classi seconde la Giornata dell’Inclusività è iniziata con un clima speciale. Dopo il momento del buongiorno, gli insegnanti hanno proposto ai bambini la lettura animata del libro “Il pentolino di Antonino”, una storia che parla di diversità e inclusione, del valore della diversità, dell’importanza di accettare e apprezzare tutto ciò che rende le persone diverse e uniche.
La lettura non è stata solo ascolto: è diventata subito occasione di dialogo. Attraverso una riflessione orale guidata, i bambini hanno condiviso ciò che avevano colto dal racconto, soffermandosi sul significato dell’ essere diversi e sul valore che ogni persona porta con sé. Le loro parole hanno mostrato sensibilità, curiosità e capacità di mettersi nei panni degli altri.
Per rendere concreta l’esperienza, ogni bambino ha colorato sul proprio quaderno un pentolino dentro cui sono state scritte le parole importanti emerse durante il dialogo in classe.
Antonino con il suo pentolino, ci ha insegnato che essere diversi è normale e bello: con l’aiuto degli altri ed imparando ad accettarsi, scopriamo che possiamo andare lontano, proprio così siamo!

L’esperienza dell’interclasse di quinta per la Giornata dell’Inclusione

Con le classi quinte quest’anno abbiamo deciso di vivere la Giornata dell’inclusione in un modo speciale, trasformandola in un’occasione per parlare di unicità, inclusione e bellezza delle differenze. Non volevamo un semplice “evento”, ma un’esperienza che lasciasse tracce, che facesse pensare e soprattutto che permettesse ai bambini di esprimersi con i loro linguaggi, proprio come suggerisce l’approccio di Reggio Children.

La mattina è iniziata con una piccola provocazione. Abbiamo chiesto ai bambini di sedersi in cerchio e, al centro, abbiamo posato una cesta piena di calzini tutti diversi: colori accesi, materiali morbidi o ruvidi, forme strane, misure spaiate. Non abbiamo dato spiegazioni, solo domande aperte, quelle che non cercano la risposta giusta ma aprono possibilità: Cosa succede quando un calzino perde il suo compagno? Può essere felice lo stesso? In cosa ci assomigliano i calzini? E ognuno ha partecipato a modo suo: chi parlando, chi scegliendo un calzino, chi osservando in silenzio. Anche il silenzio, in questi momenti, dice molto.

Poi la classe si è trasformata in un grande atelier. I bambini potevano muoversi liberamente tra tre spazi diversi, seguendo curiosità e desideri.

Nel primo spazio hanno esplorato il “corpo del calzino”: lo hanno riempito, tirato, trasformato, scoprendo quante forme può prendere un oggetto così semplice. Nel secondo spazio, più ampio, il calzino è diventato movimento: con la musica e il corpo hanno provato a farlo danzare come se fosse timido, arrabbiato, felice, curioso. Nel terzo spazio, più raccolto, il calzino ha preso voce. Qui ogni bambino ha creato il proprio calzino personale, scegliendo stoffe e materiali diversi. Mentre lavoravano, li abbiamo invitati a raccontare cosa stavano sentendo: Com’è questo calzino? Morbido? Forte? Delicato? E come si sente? Le loro parole, i gesti, le emozioni sono diventati parte dell’opera.

Il momento più significativo è arrivato quando abbiamo unito tutti i calzini in un grande bruco collettivo. Ogni calzino, con la sua storia e la sua forma, è diventato un pezzo indispensabile del corpo del bruco. È stato un gesto semplice ma potentissimo: da soli si è un calzino, insieme si diventa qualcosa di più grande. Il bruco ora vive nella nostra classe, come memoria concreta dell’esperienza e simbolo di inclusione e collaborazione.

Durante tutta la giornata abbiamo raccolto fotografie, parole, piccoli frammenti di ciò che i bambini hanno detto o fatto. Non per valutare, ma per rendere visibile il loro pensiero e costruire una memoria condivisa.

Abbiamo concluso tornando in cerchio. Chi voleva ha raccontato cosa aveva scoperto, come si era sentito, se in qualche modo si era riconosciuto nell’essere “spaiato”. Anche qui, nessuna risposta obbligata: parola, gesto, oggetto o semplice ascolto.

“I calzini raccontano” non è rimasto un episodio isolato. È un’esperienza che continua a vivere nei bambini, nel bruco appeso in classe e nelle domande che, ogni tanto, tornano a galla: cosa significa essere diversi, unici, necessari gli uni agli altri.