Un inizio d’anno davvero speciale per la Scuola Primaria

Ci sono mattine che iniziano come tante altre e finiscono per diventare ricordi preziosi. È successo il 7 gennaio, al rientro a scuola dopo le vacanze di Natale, quando l’aria era ancora piena di festa, di sonno negli occhi e di felicità nel ritrovarsi insieme. Nessuno immaginava che, di lì a poco, una stella avrebbe attraversato la scuola.

Dal fondo del salone, tra mantelli colorati e corone lucenti, sono arrivati i Re Magi. Ma questa volta non erano personaggi lontani nel tempo: erano tre papà, con il sorriso di chi si mette in gioco, con la semplicità di chi sa che per rendere felici i bambini basta donarsi. Melchiorre, Gaspare e Baldassarre hanno preso vita davanti agli occhi increduli e luminosi dei bambini, che li hanno accolti con stupore e gioia autentica.

L’oro, l’incenso e la mirra non erano solo doni simbolici. Attraverso il racconto, le domande, le risposte e il silenzio carico di emozione davanti a Gesù Bambino, è passato un messaggio profondo e attualissimo: Gesù è presente nel gesto quotidiano vissuto con bontà.

Ogni parola gentile, ogni aiuto a un compagno, ogni fatica affrontata con amore diventa dono. Un sorriso può brillare come l’oro, un gesto buono può profumare come l’incenso, una difficoltà accolta con il cuore ricorda che Gesù cammina accanto a ciascuno di noi. È questo che i Re Magi hanno consegnato ai bambini: non una lezione, ma un’esperienza viva

L’atmosfera era quella di casa. Una casa fatta di semplicità, di voci che si intrecciano, di adulti che educano insieme. In quel momento la scuola si è mostrata per ciò che è davvero: una comunità educante, dove famiglie e insegnanti camminano nella stessa direzione, seguendo la stessa stella.

E i bambini? Super felici. Entusiasti. Coinvolti. I loro occhi raccontavano più di mille parole. Perché quando gli adulti si mettono in gioco con autenticità, i bambini lo sentono. E imparano che la fede, la bontà e l’amore non sono concetti lontani, ma gesti concreti da vivere ogni giorno.

Forse è proprio questo il miracolo più grande dell’Epifania: scoprire che la stella non è solo nel cielo, ma passa anche tra i banchi di scuola, nelle famiglie, nei piccoli gesti condivisi. E lascia una luce che resta.

Un’insegnante della Scuola Primaria

I musicanti della SMA

Questa mattina l’ingresso della nostra scuola si è riempito di sorrisi, musica e atmosfera natalizia. Un gruppetto di genitori, infatti, ha accolto ragazze e ragazzi all’arrivo suonando e cantando allegre canzoni di Natale, regalando a tutti un inizio di giornata davvero speciale.

Le note natalizie hanno creato un clima di festa, sorprendendo gli studenti e accompagnandoli dentro la scuola con entusiasmo e buonumore. Un gesto semplice ma sentito, che ha ricordato a tutti il valore dello stare insieme e come le famiglie tengano alla scuola.

Ringraziamo di cuore i genitori per questa bella iniziativa, che ha portato un po’ di magia natalizia e ha reso l’inizio della giornata ancora più caldo e accogliente.

A volte ritornano!

Venerdì scorso, l’ex alunno Andrea Torchiana, coinvolto dalle professoresse Bolzoni e Giallonardo, ha tenuto una lezione di storia nella classe 3A, incentrata sulla seconda rivoluzione industriale. In particolare, ha approfondito il tema dei motori e delle prime macchine, offrendo agli studenti un intervento ricco di spiegazioni tecniche e curiosità storiche.

 

Nel frattempo…facciamo il punto sulle attività!

In classe i ragazzi hanno la possibilità di scegliere tra due percorsi creativi: scrivere una breve riflessione personale sul significato di inclusione oppure, in alternativa, realizzare un disegno … ma sempre usando la mano opposta a quella abituale!

Parallelamente, attraverso giochi di ruolo e scenette, i ragazzi esplorano diverse situazioni quotidiane: accogliere un nuovo compagno, formare squadre e gruppi di lavoro rispettando tutti, affrontare stereotipi o esclusioni sia reali sia digitali, sostenere chi incontra difficoltà e riflettere sull’impatto delle proprie azioni.

Ogni gruppo riceve una situazione da rappresentare e, dopo averla vissuta concretamente, tutti insieme discutono strategie e modi per promuovere comportamenti inclusivi. Questo lavoro permette di combinare il fare con il pensare, stimolando empatia, collaborazione e consapevolezza delle dinamiche sociali.

In palestra, invece, proseguono i giochi inclusivi. Tra risate e sfide, ogni movimento diventa un’occasione per riflettere su come coinvolgere tutti, valorizzando le differenze e sostenendosi a vicenda.

Una giornata intensa, quindi, dove la creatività e il gioco si intrecciano con riflessioni importanti: ogni attività diventa uno spazio per comprendere che includere significa ascoltare, valorizzare e supportare chi ci sta accanto, in classe e nella vita di tutti i giorni.

Incontro con Federico De Rosa: la fotogallery con le classi

Si è appena concluso, nel salone della nostra scuola, l’incontro con Federico De Rosa, un momento di grande valore formativo che ha coinvolto attivamente studenti e docenti.

Durante il dialogo, i ragazzi hanno avuto la possibilità di porre a Federico numerose domande: quesiti interessanti, intelligenti e profondi, nati da una curiosità autentica e da un’attenta riflessione. Federico ha accolto ogni intervento con disponibilità (e a volte anche con un pizzico di ironia), rispondendo per iscritto con la stessa profondità e offrendo spunti di pensiero capaci di andare oltre la semplice risposta, invitando tutti a interrogarsi, a mettersi in discussione e a guardare la realtà con uno sguardo più consapevole.

Questo confronto diretto si è rivelato particolarmente importante perché ha permesso agli studenti di vivere un’esperienza di ascolto e dialogo reale, in cui le parole diventano occasione di crescita personale e collettiva. Incontri come questo rafforzano il valore della scuola come luogo di confronto, di apertura e di formazione non solo culturale, ma anche umana.

Al termine dell’incontro, tutte le classi hanno avuto la possibilità di scattare una foto di gruppo con Federico, un ricordo speciale di una mattinata intensa e significativa, come testimoniano le immagini nella gallery qui sotto.

“State facendo la storia”: Federico De Rosa incontra i nostri ragazzi

Nel salone della nostra scuola si sta svolgendo un incontro di grande valore umano ed educativo, che sta coinvolgendo studenti e docenti in un’esperienza di ascolto autentico e partecipato. Ospite della giornata è Federico De Rosa, ragazzo autistico e autore del libro “Quello che non ho mai detto”, letto da tutte le classi nel corso dell’ultimo mese. La lettura del testo ha suscitato domande, riflessioni e un forte desiderio di confronto, che ha portato i ragazzi a desiderare profondamente questo incontro.

Federico è accompagnato dal papà Oreste e, in un clima di profondo rispetto, sta rispondendo alle numerose domande degli studenti scrivendo al computer. Il silenzio che riempie il salone non è vuoto, ma denso di attenzione e sensibilità: ogni parola viene attesa, letta e accolta con grande partecipazione. I ragazzi si stanno confrontando con la realtà dell’autismo in modo diretto e consapevole, imparando a conoscerne non solo gli aspetti più evidenti, ma anche quelli più profondi e spesso meno visibili.

L’incontro si inserisce nell’ambito della Giornata dell’Inclusività, una delle giornate speciali che segnano questo anno scolastico innovativo, pensata per invitare gli studenti a riflettere sul significato autentico dell’inclusione. Un concetto che non riguarda esclusivamente la disabilità, ma che si estende a ogni forma di diversità: culturale, sociale e personale, e che chiama ciascuno a riconoscere l’altro prima di tutto come persona.

Tra le risposte di Federico, una in particolare ha colpito profondamente i ragazzi e gli adulti presenti: “State facendo la storia”. Con queste parole Federico ha voluto sottolineare come l’attenzione, l’ascolto e l’apertura dimostrati dagli studenti contribuiscano ad accelerare un processo storico già in atto, un percorso che va nella direzione di una società pienamente inclusiva, in cui le differenze non siano motivo di esclusione ma parte naturale dell’umanità, e in cui tutti siano semplicemente riconosciuti come “persone”.

Il rispetto del silenzio, la qualità delle domande e la partecipazione attenta dimostrano la maturità e la sensibilità con cui gli studenti stanno vivendo questo incontro. Un momento prezioso, che lascia un segno profondo e che rappresenta un passo importante nel cammino della nostra comunità scolastica verso un’educazione sempre più consapevole e, appunto, pienamente inclusiva.

Ricordiamo ai nostri lettori che possono partecipare a distanza all’incontro cliccando QUI.